Amaranto: cos’é, come utilizzarlo in cucina

L’amaranto è una pianta che conta diverse specie, originaria dell’America centrale, dove era coltivata già dalle civiltà precolombiane. La riscoperta del seme avvenne al grande pubblico nel 1975, grazie alla pubblicazione di un libro di botanica a cura della National Academy of Sciences statunitense in cui venivano descritte le caratteristiche nutritive di diverse piante da tempo dimenticate tra cui, appunto, l’amaranto.

Non facendo parte delle graminacee non è un cereale, come non lo sono grano saraceno, quinoa, sago e manioca. Ricco di proteine, fino al 16%, con elevato valore biologico, l’amaranto, rispetto ai cereali, contiene il doppio di lisina, amminoacido essenziale di cui sono carenti quasi tutti i cereali. Ha un elevato contenuto di calcio, di fosforo, di magnesio e di ferro. Grazie inoltre all’elevato contenuto di fibre, ha un effetto positivo sulla digestione

e sul ricambio. Essendo privo di glutine è indicato per l’alimentazione di chi è affetto da morbo celiaco, o ha problemi intestinali, ma anche ai bambini nel periodo dello svezzamento. È convenientemente usato spesso come base per le pappe dei bambini o come ingrediente pregiato di minestroni di verdura per c

onvalescenti ed anziani.

Ecco una raccolta di ricette:

Zuppa speziata all’amaranto con sedano rapa e pinoli

Popcorn di amaranto

Sformato di amaranto e lenticchie alle verdure

Biscotti di amaranto

Crema di amaranto vegan

Crostata di amaranto vegan con marmellata

Trovi l’amaranto qui

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Menu per un S.Valentino vegan

Conto alla rovescia: 7 giorni alla festa degli innamorati: un’occasione per organizzare una cena speciale in perfetto stile vegan, ma adatta anche a chi non lo è.

Ecco una selezione di ricette dall’antipasto al dolce tutta cuori e peperoncino.

Antipasto:

Hummus di ceci con paprika

Trovi la salsa tahina qui oppure puoi aggiungere la paprika all‘hummus già pronto

Primo:

Girelle di lasagne

Idea: puoi montare invece le lasagne scomposte tagliando la pasta a forma di cuore e colorare la pasta con un cucchiaio di concentrato di pomodoro o con la purea di una barbabietola frullata.

Prepara il ragù con la tua ricetta preferita e il macinato a base di lenticchie bio

Secondo:

Scaloppine vegetali all’uva

Provale con le fettine vegetali

Dolce:

Maca love drink

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Caffé: se dobbiamo farne a meno?

Soprattutto per noi italiani, il rito di una bella tazzina di caffé fumante da godersi da soli o da condividere con le persone più care è più di un semplice piacere. E’ ritagliarsi durante la giornata dei piccoli momenti per se stessi oppure con chi amiamo. “Ci beviamo un caffé?” può voler dire “ho voglia di dedicare qualche istante a stare con te”.

Medici e studiosi si affannano a pronunciarsi sui benefici o sui rischi dell’uso eccessivo di questa bevanda.

Ma se per motivi di salute o altri motivi dobbiamo farne a meno o limitarne l’uso?

Esistono parecchie soluzioni che ci permettono di non rinunciare alla ricarica e al momento di piacere che ci regala il caffé.

Dal ginseng al cacao, dal matcha al germe di grano, ci sono molte altre bevande energizzanti.

Oggi vogliamo parlare della cicoria.

La cicoria (Chichorium intybus), appartiene alla famiglia delle Composite. Nota per stimolare la concentrazione, è utile per capelli, pelle, reni e per combattere la sonnolenza. Contiene tannino, inulina, colina, sali minerali, amido e vitamine, tutte sostanze che conferiscono a questo vegetale , proprietà astringenti, toniche, disinfettanti e disintossicanti. Scopriamola meglio.

Calorie e valori nutrizionali della cicoria

100 g di cicoria contengono 10 kcal / 42 kj.

Per ogni 100 g di questo prodotto abbiamo:

  • Acqua 93,4 g
  • Carboidrati 0,7 g
  • Zuccheri 0,7 g
  • Proteine 1,4 g
  • Grassi 0,2 gImmagine correlata
  • Colesterolo 0 g
  • Fibra totale 3,6 mg
  • Ferro 0,7 mg
  • Calcio 74 mg
  • Fosforo 31 mg
  • Vitamina B1 0,03
  • Vitamina B2 0,19
  • Vitamina B3 0,3
  • Vitamina A 219 µg
  • Vitamina C 17 mg

Proprietà della cicoria

  • supporto digestivo
  • attività antiossidante
  • supporto funzionale al fegato

Controindicazioni

La cicoria non dovrebbe essere utilizzata dalle donne in stato interessante a causa della sua azione utero-stimolante e nemmeno da soggetti con problematiche di calcoli, coleocistite e calcoli.

Come utilizzare il caffé di cicoria

Può essere utilizzata direttamente nella moka riempiendo per metà il filtro o facendola bollire per pochi minuti in acqua e poi filtrare. Si ottiene così una gradevole bevanda calda dal gusto deciso che non contiene sostanze stimolanti.

Dove trovarlo?

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Raccolta ricette con pasta di farro

Il farro è un frumento tra i più antichi e fra i primi ad essere coltivati ed utilizzati.

Col tempo la coltivazione del farro è stata accantonata per esser sostituita da altri cereali ma al giorno d’oggi si sono riscoperti i suoi valori nutrizionali e dietetici.

Ma perché fu abbandonato? Il grano era più facile da coltivare e più economico. Nella nostra epoca, in cui si si è scoperto che il grano può causare una serie di problematiche legate ai livelli di glicemia, all’obesità ed alle intolleranze, si sono riscoperti i valori nutrizionali del farro.

La pasta di farro, ottenuta dalla sfarinatura del farro é ricca di proteine, aminoacidi, vitamina B e minerali ed è la meno calorica in assoluto, quindi ideale per le diete ipocaloriche. È facilmente digeribile. Il suo gusto può ricordare quello della nocciola.

La pasta di farro possiede un contenuto di fibre 10 volte maggiore alla comune pasta di semola (con un potere calorico analogo). L’alto contenuto di fibre è fondamentale in quanto le fibre hanno dei composti vegetali che l’apparato digestivo umano non può digerire ma che i batteri dell’intestino crasso trasformano. Aumentano la masticazione e lo sfregamento, aiutando la pulizia meccanica dei denti e proteggendo dalla carie dentale; permettono di rallentare la fame perché frenano lo svuotamento dello stomaco, consentendo un certo controllo dell’appetito; regolarizzano il transito intestinale ed aiutano a vuotare l’intestino. Le fibre hanno dunque un effetto positivo sulle malattie metaboliche come il diabete e l’ipercolesterolemia, combattono la stipsi, la diverticolosi, la malattia emorroidaria e aiutano a prevenire il cancro al colon. Per quello che riguarda il colesterolo il farro ha un tenore bassissimo: 56 volte in meno delle uova; 10 volte di meno della pasta all’uovo; 7 volte in meno del parmigiano. Contiene calcio, importante nei primi anni di vita e in età più avanzata per prevenire l’osteoporosi. Da alcuni anni il farro è consigliato in diverse diete dimagranti.

Ma come la condiamo?
Ecco una raccolta di link di ricette interessanti molto semplici e gustose:
Ricette con asparagi: pasta vegan con pistacchi e zafferano
trovi i fusilli di farro qui
Tagliatelle di farro con pesto trito e verdure grigliate
provala anche con gli spaghetti
Penne integrali prosciutto vegan e fave
prova con le penne di farro bianco qui
e il prosciutto vegan qui
Tagliatelle di legumi panna e funghi
proviamo con caserecce di ceci?
Ed ecco una bellissima raccolta di sughi vegan

Frittelle di mele vegan

Abbiamo appena archiviato ricette e dolci natalizi e già l’allegria del Carnevale ci stuzzica e ci tenta con i golosi dolci fritti: castagnole, chiacchere, bugie, frappe, frittelle, cenci, ravioli dolci. Esistono parecchie ricette che ci permettono di preparare dolci sfiziosi senza latte, burro e uova.

Ecco le frittelle di mele:

Ingredienti

3 mele
100 gr di farina
40 gr di zucchero di canna
1 pizzico di sale
Olio per friggere
Acqua
Zucchero a velo
cannella

PreparazioneFrittelle-di-mele_600x398

Mettete la farina in una ciotola con il sale e lo zucchero. Mescolate con un cucchiaio e  aggiungete 4 – 5 cucchiai di acqua. Mescolate con un cucchiaio e unite, poco per volta, acqua fino ad ottenere una pastella densa e cremosa. Aggiungete un po’ di cannella o in alternativa della scorza di arancia o limone.Fate riposare la pastella.Intanto lavate le mele, asciugatele e poi togliete il torsolo con l’apposito attrezzo, sbucciate la mela e poi tagliatela a fette in modo da avere delle ciambelline tonde con un buco al centro.

Mettete l’olio di semi in una pentolina dai bordi alti e scaldatelo a fuoco medio, per capire se è arrivato a temperatura vi basterà immergere un pezzettino di mela con la pastella, se immediatamente inizia a sfrigolare è pronto, se resta fermo vuol dire che non è abbastanza caldo.

Immergete le mele nella pastella e ruotatele in modo da coprirle del tutto.

Immergete le frittelle nell’olio bollente e cuocetele fino a quando saranno dorate da tutti i lati. Scolate  con un mestolo forato e fatele asciugare su un piatto coperto con la carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Procedete così e friggete poche frittelle per volta in modo da non far raffreddare l’olio, mantenerlo ben caldo è la prima regola per fare un ottimo fritto.

Decorate le frittelle di mele vegan con lo zucchero a velo e servite.